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Guida al testo di Clinical Evidence

Guida al testo

Pagina riassuntiva
I diversi interventi vengono distinti in:
  • Utili: interventi la cui efficacia è stata dimostrata attraverso prove chiare derivate da studi randomizzati, con attesa di effetti negativi moderata rispetto ai benefici.
  • Probabilmente utili: interventi la cui efficacia è stabilita con minor certezza rispetto a quella degli interventi elencati nella categoria utili.
  • Da valutare caso per caso: interventi per i quali medici e pazienti dovrebbero valutare attentamente gli effetti positivi e quelli negativi secondo circostanze e priorità individuali.
  • Di utilità non determinata: interventi per i quali ci sono attualmente dati insufficienti o dati di qualità inadeguata (include interventi che sono ampiamente accettati come utili ma che non sono mai stati valutati formalmente in studi randomizzati, spesso perché non considerati etici).
  • Di utilità discutibile: interventi per i quali la mancanza di efficacia è stabilita con minor certezza rispetto a quella relativa agli interventi elencati nella categoria probabilmente inutili o dannosi.
  • Probabilmente inutili o dannosi: interventi la cui inefficacia o pericolosità è stata dimostrata con prove valide e convincenti.
Assegnare gli interventi a queste categorie non è facile. Anzitutto perché le categorie rappresentano una mescolanza di differenti gerarchie: il livello di utilità (o di pericolosità), il livello di prova (dati che originano da studi randomizzati o dati frutto di osservazioni) e il livello di precisione dei risultati (rappresentato dall’intervallo di confidenza).
Un altro ostacolo è rappresentato dal fatto che buona parte delle prove di maggiore importanza per le decisioni cliniche deriva da confronti tra diversi interventi tra loro, piuttosto che con il placebo o con il non intervento/trattamento. Un terzo ostacolo è che gli interventi possono essere stati valutati o dimostrati efficaci in un solo gruppo di soggetti. Dove possibile, questo è stato indicato.

Mancanza di informazioni
Dire che non ci sono prove valide non equivale a dire che il trattamento non funziona. Nel tentare di risolvere questo aspetto possiamo aver peccato di prudenza. Ben sappiamo che per fare affermazioni corrette si deve sempre tener conto della potenza statistica che le singole revisioni e i singoli studi hanno per dimostrare differenze statisticamente significative tra i gruppi. E sappiamo anche che è importante avere migliori informazioni su ciò che rappresenta, per ogni intervento, una differenza (vantaggio o svantaggio) di importanza clinica negli esiti maggiori.

Esiti
Clinical Evidence focalizza la propria attenzione sugli esiti realmente rilevanti per i pazienti cioè quelli di cui i pazienti stessi sono consapevoli, come gravità dei sintomi, qualità della vita, sopravvivenza, disabilità, tasso di natalità. Abbiamo dato minor rilievo agli esiti cosiddetti intermedi come le concentrazioni ematiche di lipidi, la pressione arteriosa o i tassi di ovulazione.

Dati numerici
Tutte le volte che è stato possibile i dati sono stati presentati nella stessa forma in cui erano stati presentati negli studi originali. Talvolta abbiamo cambiato le unità o i tipi di informazione utilizzati per consentire il confronto con i risultati di altri studi. Ciò ha riguardato soprattutto la conversione dell’odds ratio in rischio relativo. Quando il rischio assoluto di un esito è basso e l’intervallo di confidenza al 95% non è troppo ampio il rischio relativo e l’odds ratio possono essere confrontati.

Un approccio internazionale alle prove
Clinical Evidence ha un approccio internazionale alle prove di efficacia. Questo significa includere anche farmaci non registrati in alcuni paesi. Ciò significa anche ricordare che le effettive possibilità di trattare pazienti sono diverse tra paesi ricchi e paesi più poveri. E’ per questo motivo che presentiamo anche i dati di interventi che sono stati superati da altri ma che possono restare gli unici praticabili in determinati contesti.

Come utilizzare le informazioni
Le informazioni contenute in Clinical Evidence sono necessarie ma non sufficienti per l’erogazione di un’assistenza sanitaria efficace e di qualità elevata. Clinical Evidence vuole essere un aiuto per prendere decisioni cliniche da utilizzarsi integrandole con altre informazioni importanti. Tra queste ricordiamo le stime del rischio di base dei pazienti per quanto concerne una malattia o un esito da ricavare attraverso l’anamnesi, l’esame obiettivo e le indagini cliniche; le preferenze dei pazienti; l’aspetto economico; la disponibilità dei trattamenti e la competenza locale.

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